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Associazione 31 OttobrePER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA PROMOSSA DAGLI EVANGELICI ITALIANI
Sede legale: Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, via Firenze 38 - 00 184 Roma |
Mozione approvata al convegno di Bitritto (28 maggio 2005)
Noi
partecipanti al Convegno “Rischi e prospettive per laicità e
pluralismo nella scuola targata Moratti”, svoltosi presso il
Castello di Bitritto (Bari) il 28 maggio 2005, per
iniziativa dell’Associazione “31 ottobre per una scuola
laica e pluralista”, in rappresentanza di un ampio spettro
di associazioni professionali, culturali, religiose e
organizzazioni sindacali, studentesche, di genitori, avendo
dibattuto i temi della laicità e del pluralismo solidale
nelle istituzioni pubbliche, e in particolare nella scuola,
ribadiamo i seguenti punti irrinunciabili della
nostra battaglia contro la legge Moratti, di cui in ogni
caso auspichiamo l’abrogazione globale:
- il necessario superamento dell’insegnamento religioso cattolico anche in direzione di una disciplina curricolare aconfessionale e storico-culturale, considerando, in tale ambito, scandalosa e inaccettabile l’immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica;
- la denuncia di ogni tipo di manifestazione di culto in sedi e orari scolastici e dell’ostensione di simboli confessionali;
- la contestazione di ogni forma aperta o surrettizia di finanziamento delle scuole cosiddette paritarie, in massima parte cattoliche, per altro verso spesso fuori di ogni serio controllo dei requisiti di parificazione.
Manifestiamo poi il nostro sconcerto e dissenso sulla decisione della Protezione Civile, espressione del Ministero dell’Interno, senza concreta e apprezzabile opposizione delle forze politico-amministrative locali, di ‘blindare’ l’intera città di Bari durante gran parte del Congresso eucaristico che vi si svolgeva, fino al punto da decretare, per asserite gravi esigenze di ordine pubblico, non solo la sospensione delle attività didattiche ma la chiusura totale delle scuole, impedendo di fatto lo svolgimento di iniziative culturali, come la nostra, estranee a quella manifestazione religiosa.
Noi pensiamo che ciò avvalori, come peraltro recenti avvenimenti concernenti i vertici della Chiesa cattolica e i loro effetti sulla vita pubblica o la campagna per l’astensione sul referendum, la percezione di un’arrogante e insistita interferenza confessionale da una parte e, dall’altra, di una diffusa timidezza e, talora, subalternità delle istituzioni pubbliche agli interessi della Curia vaticana. Sotto tale profilo non possiamo condividere l’appello rivolto dal Presidente della Regione Puglia a intitolare l’aerostazione di Bari al defunto pontefice Giovanni Paolo II, un atto che, assieme ad altri episodi che hanno coinvolto il Sindaco di Bari, ci pare contraddire le promesse di laicità delle amministrazioni di centro-sinistra su cui si erano appuntate molte speranze della società civile.
