Cronaca da un convegno

di Daniel Noffke

 

Il 9 febbraio io e Silvana abbiamo partecipato al convegno Una scuola statale, laica, democratica per tutte e tutti in una società in trasformazione: un impegno per la sinistra, organizzato da Per la Scuola della Repubblica, associazione nata all'interno dei partiti della sinistra italiana per contrastare il processo di integrazione delle scuole private confessionali nel sistema dell'istruzione pubblica, al tempo del governo Berlinguer.

A questo appuntamento eravamo stati invitati come Associazione e, malgrado il dichiarato intento elettorale di questa iniziativa, abbiamo deciso di partecipare perché, nelle intenzioni enunciate dagli organizzatori, veniva a capovolgersi il rapporto che normalmente le istituzioni partitiche hanno nei confronti dei cittadini. Invece di propagandare la propria iniziativa in vista delle elezioni, infatti, si prevedeva che le tante associazioni che si occupano tradizionalmente del mondo della scuola potessero comunicare e esortare la neonata formazione politica di sinistra, quella che poi si sarebbe presentata alle elezioni come Sinistra Arcobaleno, proponendo linee programmatiche che il partito avrebbe dovuto far proprie. E noi abbiamo accettato la sfida.

Peccato che la gran parte dei parlamentari che avrebbero dovuto partecipare al convegno, naturalmente oberati dai molti impegni, si siano presentati solo nel pomeriggio, quando sono intervenuti direttamente, avendo perso l'occasione di ascoltare le istanze emerse dagli interventi dei rappresentanti delle associazioni nel corso della mattinata.

Peccato perché dall'incontro di queste realtà attive sul territorio erano emersi spunti e riflessioni concrete e stimolanti. Anche per merito dei due relatori esperti (Clotilde Pontecorvo e Sergio Lariccia, entrambi docenti presso l'Università "La Sapienza"), è emersa nel corso della mattinata una unità d'intenti in direzione di una Scuola Pubblica che, oltre ad essere luogo di formazione e di istruzione, fosse l'ambiente naturale in cui le culture presenti in Italia potessero riconoscersi, confrontarsi e maturare un percorso sociale comune e condiviso. Avvallando, nella sostanza quell'orientamento verso una laicità per inclusione piuttosto che per esclusione di cui, all'interno della nostra Associazione, si è lungamente discusso.

Nel pomeriggio, dopo le relazioni dei Parlamentari, si è discusso un documento evidentemente preconfezionato, col quale si invitava la nascente formazione politica a seguire alcune linee di politica scolastica in effetti condivisibili, anche se un po' generiche rispetto alla chiarezza delle istanze emerse nel corso della mattinata. I margini entro i quali ci si è potuti muovere per la sua modifica non sono stati ampi, ma in prima persona siamo intervenuti affinché fosse esplicitamente ripreso il concetto di scuola come luogo di incontro democratico multiculturale.

Fare un bilancio oggi di questa esperienza, dopo il risultato elettorale, è difficile, certo manca ancora molto ai partiti politici per abbandonare quell'atteggiamento cattedratico e incapace all'ascolto che attualmente li caratterizza; ma la realtà delle associazioni è viva e comincia a farsi sentire e non accetta più di farsi includere passivamente nelle logiche di questo o quel partito.