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Associazione 31 OttobrePER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA PROMOSSA DAGLI EVANGELICI ITALIANI
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COMUNICATO DELLA XXXI OTTOBRE SULLA SENTENZA EUROPEA SUL CROCIFISSO
di Nicola Pantaleo
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Una sentenza giusta e opportuna quella della Corte europea sul crocifisso nelle scuole italiane che ha dato ragione a una genitrice finlandese che con coraggio e caparbietà, dopo avere inutilmente ricorso al TAR e al Consiglio di Stato, ha ottenuto finalmente giustizia da un prestigioso tribunale internazionale. Una sentenza che in definitiva mira a sprovincializzare il nostro paese di fronte all’Europa. Nell’apprendere tale notizia l’Associazione XXXI Ottobre manifesta soddisfazione e sollievo anche e soprattutto per le motivazioni della sentenza che danno ragione alle posizioni assunte nel tempo dall’Associazione nella difesa della laicità della scuola pubblica: la prima riguarda la necessità di garantire la parità tra le fedi, inclusa la libertà di non credere; la seconda focalizza i diritti dei genitori a una didattica esente da ipoteche confessionali. Dopo il pronunciamento del TAR del Lazio sfavorevole ai crediti scolastici agli avvalentisi dell’Irc, vi è materia per sperare che le cose possano mutare. Il coro di anatemi e dichiarazioni bellicose che si è levato trasversalmente non solo dal Vaticano e dalla ministra Gelmini, che conferma ancora una volta di non rappresentare tutta la scuola italiana, ma anche della maggior parte delle forze politiche italiane, scontando l’integralismo estremistico di Lega e UDC, conferma la difficoltà per molti di distinguere la tradizione da ciò che è lecito, la difesa del potere della maggioranza dai diritti delle minoranze. Sostenere che il crocifisso è un simbolo per tutti e, in ogni caso, non “fa male a nessuno”, come l’ora di religione cattolica, e che esso costituisce un dato culturale e storico più che religioso, connaturato all’italianità, è dire il falso e forzare l’evidenza dei fatti. Si dimentica che esso è stato imposto dal fascismo assieme al ritratto del Duce e alla dichiarazione del cattolicesimo come religione di stato con tutte le perniciose conseguenze che ne sono derivate per la libertà del nostro paese. Si dimentica altresì che la revisione del Concordato del 1984 ha modificato sensibilmente la situazione, cancellando la religione di stato e rendendo facoltativo l’Irc. Sappiamo che molto difficilmente vedremo i crocifissi rimossi dalle aule nel prossimo futuro ma resta intatto il riconoscimento di un principio sacrosanto in una società moderna e multiculturale, quello per cui nozioni, simboli e riti di una determinata fede religiosa non possono abitare nei luoghi aperti a tutti, che siano scuole, ospedali, uffici o tribunali. |
