ORA DI RELIGIONE E CREDITI FORMATIVI

di Domenico Maselli

 

Roma (NEV), 2 aprile 2008 - Come ogni anno il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato un'ordinanza relativa agli esami di Stato. E, come era già accaduto nel 2007, vi si afferma che in sede di scrutinio finale gli insegnanti di religione “partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l'attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento”. E gli altri? L'ordinanza precisa che il credito sarà riconosciuto anche agli studenti che hanno frequentato l'ora alternativa o hanno realizzato un percorso di “studio individuale” certificato e valutato dalla scuola. Potranno avere un riconoscimento dei crediti anche gli studenti che abbiano partecipato a iniziative formative “certificate” in ambito extrascolastico.

“Il problema della diseguaglianza tra gli studenti che si avvalgono dell'IRC e gli altri resta comunque – afferma Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) -. Infatti sappiamo bene che tranne pochissime eccezioni non esistono corsi ‘alternativi’ all'IRC, né programmi organici per un lavoro individuale che possa essere riconosciuto.

Quanto ai crediti per le attività extrascolastiche, riguardano tutti gli studenti, anche quelli che si avvalgono dell'IRC. Insomma - prosegue Maselli - comunque la si metta, gli studenti che si avvalgono di una materia come l'IRC che la Corte Costituzionale ha stabilito opzionale e quindi non curriculare, sono comunque avvantaggiati rispetto agli altri”. Secondo Maselli andrebbe rivisto l'intero sistema dell'IRC. “È ormai chiaramente provato che esistono nel nostro paese oltre tre milioni di aderenti a comunità di fede diverse dalla cattolica; al tempo stesso cresce l'interesse per un approccio aconfessionale alla storia delle religioni. E' in questa linea che si muove il mondo evangelico italiano, d'intesa con altri organismi religiosi e laici per un'azione comune: riaffermare il carattere laico della scuola pubblica e promuovere un'adeguata informazione storico-religiosa in una prospettiva aconfessionale” conclude il presidente FCEI.