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Associazione 31 OttobrePER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA PROMOSSA DAGLI EVANGELICI ITALIANI
Sede legale: Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, via Firenze 38 - 00 184 Roma |
Mozione conclusiva della II Assemblea dell'Associazione
L'Associazione 31 ottobre, per una scuola laica e
pluralista, riunita a Torre Pellice i giorni 1-2 febbraio
2002 per il Convegno nazionale «Le nuove frontiere della
laicità», dopo aver discusso la proposta di un insegnamento
sulle religioni nella scuola, ritiene:
- che tale insegnamento costituisca un apporto culturale indispensabile nel progetto formativo di una scuola laica che intende preparare le giovani generazioni ad affrontare la molteplicità e la complessità di differenti«versioni del mondo» con spirito critico, senza riserve e pregiudizi;
- che tale insegnamento non sia più eludibile anche a causa della presenza sempre più diffusa nella scuola italiana di alunni non cattolici e non cristiani;
- che tale insegnamento sia essenziale per una scuola con una prospettiva europea e per la preparazione dei futuri cittadini al loro inserimento responsabile in società sempre più complesse, dove la conoscenza e l’accettazione del «diverso da sé» può costituire la base per una pacifica convivenza e per evitare drammatici conflitti;
- che tale insegnamento richieda adeguati interventi nella formazione dei docenti, capaci di far loro acquisire la consapevolezza dell'intreccio profondo tra fatti religiosi e comportamenti umani, accadimenti storici, realtà culturali. esclude
- che un insegnamento sulle religioni adeguato alle finalità indicate possa realizzarsi con una modifica dei programmi dell'attuale insegnamento religioso cattolico (IRC) permanendo il suo carattere concordatario, che ne afferma la confessionalità e la opzionalità; afferma
- che la proposta di un insegnamento sulle religioni, da articolare opportunamente in riferimento ai contenuti e ai cicli scolastici, debba comunque:
a) non configurarsi come alternativo all'IRC, ma collocarsi come insegnamento obbligatorio per tutti gli alunni;
b) strutturarsi non come una attività aggiuntiva ma come ambito di studio e di impegno culturale che, evitando di proporsi una banale infarinatura di cultura religiosa , aiuti a comprendere il passato ed il presente, l'identità propria e quella degli altri in stretto collegamento con le chiavi di lettura offerte dagli altri saperi presenti nella scuola;
c) esser svolto da docenti opportunamente preparati a livello universitario, al di fuori di ogni controllo confessionale.
L'Assemblea dell'Associazione 31 ottobre dà mandato al Comitato Direttivo di elaborare al più presto una proposta che preferibilmente si articoli nella direzione di uno studio delle religioni nella storia, e quindi un disegno di legge in merito, di renderlo pubblico e di attivare gli opportuni contatti al fine della sua presentazione in Parlamento.
