Mozione conclusiva della III Assemblea dell'Associazione


L'Assemblea

– fa propria, sia pure con i necessari aggiustamenti e approfondimenti e tenendo nella dovuta considerazione le osservazioni e i suggerimenti emersi nel dibattito, la proposta elaborata, con il pieno consenso del Comitato Direttivo, da Emilio Florio e Luciano Zappella sull'utilizzazione dei laboratori, di prevista attivazione nelle scuole secondarie, per l'insegnamento delle religioni nella storia, considerandola uno strumento utile, anche se necessariamente settoriale ed evidentemente sperimentale, per incidere in positivo su una riforma della scuola giudicata del tutto negativa per l'istruzione pubblica, laica e pluralista del nostro Paese;

– dà mandato al Comitato Direttivo di procedere, pur con la necessaria gradualità, nell'iter programmato dell'inserimento di tale proposta in un dossier che incorpori gli elementi più significativi dei contributi forniti al Convegno dai relatori, di una sua illustrazione e divulgazione in una conferenza stampa convocata assieme al Presidente della FCEI e, successivamente della sua presentazione al Ministero dell'Istruzione;

– intende, per altro verso, intensificare l'opposizione all'IRC e, in generale, a  tutte le forme di invadenza confessionale, favorite probabilmente dall'attuale clima politico, che si manifestano in  una proliferazione di atti liturgici durante e fuori dell'orario delle lezioni, spesso con la connivenza dei dirigenti scolastici

– s'impegna a prendere in considerazione altri strumenti di intervento come: forme alternative all'insegnamento confessionale nella scuola primaria, il conferimento di crediti formativi per religioni nella storia, l'auspicata moltiplicazione di corsi di laurea non confessionali in scienze religiose che siano in grado di produrre personale docente o formatore, scientificamente preparato, per future occasioni di insegnamento nella scuola pubblica.


MOZIONE SULLA GUERRA

Avendo riflettuto sui valori della laicità e del pluralismo, la cui affermazione e il cui rafforzamento sono condizioni imprescindibili di ogni società democratica aperta, gli associati della "31 ottobre", riuniti nella loro III Assemblea annuale, intendono testimoniare la convinzione che un conflitto come quello in corso in Iraq, immorale e ingiustificato tanto più in quanto è stato intrapreso al di fuori e contro la legalità internazionale, nella sua cieca distruttività e con l'omologazione di tutti gli oppositori - i pacifisti cristiani in primo luogo ma non esclusivamente - quali "sabotatori della civiltà occidentale", in una inaccettabile contrapposizione tra "amici" e "nemici", "buoni" e "malvagi", compromette inevitabilmente le relazioni di coesistenza, scambio e solidarietà tra le varie culture, innescando e preparando nuovi conflitti.


ORDINE DEL GIORNO SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA

La III Assemblea Nazionale della "Associazione XXXI ottobre per una scuola laica e pluralista, promossa dagli evangelici italiani", convocata a Roma il 6 aprile 2003

– prende atto con preoccupazione dell'avvenuta approvazione parlamentare della legge delega di riforma della scuola che prende il nome dalla Ministra Moratti  e, in vista della sua approvazione attraverso singoli, successivi provvedimenti, generalmente privi di copertura finanziaria, ne denuncia tra i limiti principali i seguenti:

1. evoca tra i fondamenti ideali della riforma una non meglio identificata "formazione spirituale e morale" di gentiliana memoria

2. mina o abolisce l'obbligo scolastico, il tempo pieno, il tempo prolungato, tutte conquiste fondamentali dello stato sociale

3. ridimensiona fortemente il sostegno alla disabilità e allo svantaggio sociale

4. svuota dei suoi contenuti di democrazia partecipativa gli organi collegiali, accentuando la struttura gerarchica piramidale Ministro-Dirigente scolastico provinciale- Dirigente d'Istituto

5. favorisce una regionalizzazione dell'istruzione, nella linea della "devolution" leghista, con il rischio di uno sviluppo squilibrato

6. introduce a vari livelli concetti, meccanismi, processi di privatizzazione e riduzione ad aziende delle comunità scolastiche

7. innesca una impressionante spirale di riduzione del personale docente e non docente, producendo un aggravio dell'impegno scolastico e nuove precarietà

8. dispensa sovvenzionamenti a pioggia alle scuole private parificate, spogliando di risorse essenziali la scuola pubblica

9. istituisce demagogicamente una anticipazione della frequenza delle materne e delle elementari, un'iniziativa molto discutibile sul piano pedagogico e falsamente innovativa su quello sociale

– per la sua particolare sensibilità alle istanze delle minoranze religiose ravvisa in generale una crescente minaccia alla laicità, al pluralismo e alla funzione pubblica della scuola (e a questo proposito depreca la cancellazione dell'appellativo "pubblico" dalla denominazione del Ministero dell'Istruzione) nel permanere dell'IRC (istruzione cattolica), nella proliferazione di atti liturgici e cerimonie confessionali, vietati dall'attuale legislazione, nei finanziamenti statali e regionali alle scuole cattoliche, nello scandaloso ingresso nei ruoli senza titoli adeguati e senza concorsi pubblici degli insegnanti di religione;

– si impegna assieme alle altre forze associative, sindacali, politiche operanti nel settore a sviluppare tutte le iniziative ritenute opportune per manifestare la propria opposizione globale a questa contro-riforma della scuola.

[Approvata con 26 voti favorevoli, 3 contrari]