SCUOLA E LAICITA'

 

Roma (NEV), 11 febbraio 2009 - Lo scorso 22 gennaio la VII Commissione permanente della Camera dei Deputati (cultura, scienza, istruzione) ha approvato una risoluzione proposta dall'on. Fabio Garagnani (PdL) in tema di tradizione cristiana nelle politiche scolastiche, risoluzione successivamente condivisa dal Governo, e che ha destato non poca preoccupazione tra gli evangelici.

Sul banco degli imputati sarebbero il "relativismo culturale" e il "nichilismo etico" che, "in nome di una presunta tolleranza e rispetto di tradizioni diverse dalle nostre”, non sosterrebbero “i presupposti della nostra civiltà". Per questi ed altri motivi, sempre secondo la risoluzione approvata, si auspica che la "legislazione scolastica, nell’affrontare il problema dell’integrazione dei cittadini comunitari ed extracomunitari, sappia difendere la tradizione culturale italiana, ed europea, quale si è manifestata nel corso dei secoli, e proporla agli studenti di ogni provenienza culturale". Garagnani nel suo testo non tralascia la citazione dell’insegnamento della religione cattolica, la quale risponderebbe a "un’esigenza religiosa importante ed essenziale, ma distinta da quella eminentemente culturale e laica, che sarebbe opportuno introdurre nella legislazione scolastica e proporre a tutti".

"La risoluzione, anche se ha un valore puramente indicativo, non può non destare allarme in chi ha a cuore la laicità delle istituzioni in quanto comporta l'esplicito riconoscimento della preminenza culturale della visione cattolica nella società italiana", ha dichiarato oggi all'Agenzia stampa NEV Nicola Pantaleo, presidente dell'Associazione "31 Ottobre per una scuola laica e pluralista promossa dagli evangelici italiani". Pantaleo si è detto preoccupato in particolare per il terreno scelto da Garagnani nel conseguimento della sua operazione: la scuola pubblica. "La formazione delle giovani coscienze viene in tal modo spregiudicatamente manipolata e non ci si appaga più dell'insegnamento religioso cattolico per sancire l'influenza della chiesa sull'istruzione pubblica. Si teme ora che la Ministra Gelmini, sensibile alle sirene d'Oltretevere, come gran parte dei suoi predecessori, possa far leva su tale risoluzione per avviare o favorire una sistematica revisione di programmi e libri di testo in direzione dei principi affermati in quel testo" ha concluso, affermando che la "31 Ottobre" si proporrà di vigilare sul rispetto del principio di aconfessionalismo nella scuola italiana anche sotto questo profilo. Il prossimo appuntamento è a Roma il 17 febbraio alle 10.30 presso la CGIL, Corso d'Italia 25, per una conferenza su: "Quale laicità nella scuola pubblica?, organizzato da FLC-CGIL, Tavola valdese, Associazione 31 Ottobre.