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Comunicazione Valerio Tagliaferri Segreteria Nazionale Coordinamento Genitori Democratici – Lodi |
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1. Assistendo nei giorni scorsi al film Le crociate di Ridley Scott, mi è tornato in mente un ricordo di scuola: uno storico (purtroppo non mi riesce di trovare il riferimento) sosteneva la tesi che l’Europa non è uscita dal Medio Evo, né ha avuto inizio l’Evo Moderno, con la scoperta dell’America. Anche se la storia è un continuum, la cesura che ha segnato il passaggio dalla stagnazione allo sviluppo (economico, culturale, politico…) va ricercato nelle Crociate. E’ lo scontro tra culture diverse che conduce all’incontro e quindi alla contaminazione e alla ricerca di nuove prospettive. Anche la D.ssa Acerboni ci ricordava oggi come la nostra cultura debba agli Arabi la conoscenza migliore di Aristotele, e molto altro. Questo ricordo scolastico mi tornava in mente prima, durante la tavola rotonda tra i rappresentanti del mondo cattolico, protestante, ebraico e islamico.
2. Naturalmente l’incontro tra culture non è un processo lineare e automaticamente positivo. Non lo era mille anni fa e non lo è neppure oggi. Ci basta pensare ai massacri di Srebrenica, all’attentato di Madrid, alla strage nella scuola di Beslan… Occorrono risorse intellettuali, forze politiche, movimenti organizzati di persone che perseguano obiettivi di pace e di democrazia (nella consapevolezza che vi sono anche tendenze opposte). Nell’Europa che nel XX secolo ha vissuto due guerre mondiali, stermini di massa, movimenti di profughi, oltre agli episodi drammatici recenti che citavo, è in questa Europa che noi oggi ci muoviamo alla ricerca di un terreno comune, di regole condivise, di una “laicità” capace di permeare le istituzioni e in primo luogo le istituzioni preposte all’educazione dei nostri figli. Alle direttive europee in tema di istruzione hanno fatto riferimento, oggi, almeno due relatori (Bagnobianchi e Zappella). Prossimamente una importante scadenza referendaria, in Francia, condizionerà gli ulteriori sviluppi dell’Unione Europea. Ne dovremo riparlare.
3. Mi sia consentito rimarcare una certa sovrapposizione, nel dibattito, di termini che possono avere significati diversi e talora divergenti, anche partendo con le migliori intenzioni: integrazione, multiculturalità, intercultura… Mi spiego con esempi (per brevità) banali: § io posso accogliere una persona di cultura differente e permetterle di integrarsi nella mia cultura; § posso coabitare con una persona di cultura diversa, tollerando la nostra reciproca diversità; § ancora posso coabitare e cercare di capire e di scambiare segmenti delle nostre rispettive culture, non per creare un’unica totalizzante cultura, ma sapendo che alla fine del percorso entrambi saremo diversi (e più ricchi). Per quanto riguarda il CGD, vi posso dire che non chiediamo mai l’orientamento religioso dei nostri iscritti; ma, per semplici rapporti di amicizia, so che vi sono cattolici praticanti, cristiani di base, protestanti, persone di cultura ebraica, buddisti, atei “duri e puri”, agnostici… Non conosco iscritti musulmani; ma ci ripromettiamo di averne presto, per due iniziative intraprese dal Gruppo di Lodi (al quale appartengo) e dagli amici del Gruppo di Milano (me l’hanno comunicato oggi). Non so dire se riusciamo a essere veramente interculturali (lo “scambio”), ma ci proviamo.
4. Le cose dette questa mattina dal prof. Pantaleo, Presidente dell’Associazione “31 Ottobre”, a proposito della laicità della scuola, ci trovano pienamente d’accordo: la proposta per “laboratori di religioni nella storia”, la costituzione di un “osservatorio” a tutela della laicità della Scuola, le critiche agli aspetti ideologico-confessionali della gestione Moratti… Così come condividiamo le osservazioni negative che sono state espresse in merito all’invito all’astensione per l’imminente referendum sulla fecondazione assistita. Per parte nostra, il CGD ha invitato gli Iscritti a votare e a votare quattro si, pur avendo presente che noi siamo una Associazione laica di Genitori e non un Partito. Ma proprio per le caratteristiche “multiculturali” (se non interculturali) della nostra Associazione, noi avvertiamo una particolare responsabilità: anche se “vinceremo” il referendum, o se avremo una buona affermazione (45% di partecipanti, massicciamente favorevoli all’abrogazione), nell’uno e nell’altro caso ci rimetteremo subito al lavoro: questa materia non può non essere regolamentata, e sarà necessario raggiungere un ragionevole e civile accordo (o, almeno, un “compromesso”) con quanti voteranno no o si asterranno per motivi di reale sensibilità religiosa.
5. Fatte queste premesse, sento di poter assumere alcuni impegni di lavoro a nome dell’ Associazione che rappresento. Ho già accennato alle esperienze in corso per favorire la “multiculturalità” (e possibilmente l’ interculturalità) nella nostra Associazione. Lo scorso anno, nell’Assemblea Nazionale di Gela, abbozzammo una (rinnovata) riflessione sul significato della parola “laicità”. Quest’anno, nell’Assemblea Nazionale che avrà luogo a Comacchio dal 24 al 26 giugno, riprenderemo e approfondiremo il tema. Siamo impegnati per la riuscita del referendum sulla fecondazione assistita. Dovremo riflettere sull’esito di questo referendum e dell’altro sulla Unione Europea (in Francia). Era già nostra intenzione discutere (nell’Assemblea Nazionale) dei sistemi di valutazione nella Scuola. Oggi è stato richiamato e criticato il re-inserimento della valutazione di “Religione” in pagella. Al Seminario Interregionale promosso dal MIUR a Desenzano abbiamo già sollevato il problema della tutela della privacy. Riprenderemo il tema e vedremo quali iniziative intraprendere a questo riguardo.
L’incontro di oggi è stato senz’altro ricco e stimolante. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Associazione 31 Ottobre che ci ha ospitato e agli Organizzatori.
(testo redatto dall’Autore)
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