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Associazione 31 OttobrePER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA PROMOSSA DAGLI EVANGELICI ITALIANI
Sede legale: Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, via Firenze 38 - 00 184 Roma |
L'Italia è una repubblica: laica!
Il 2 Aprile
scorso il Comitato Insegnanti Evangelici Italiani ha
partecipato al Convegno dal titolo L’Italia è una
repubblica: laica!, organizzato a Roma dalla Consulta
Romana per la Laicità delle Istituzioni.
L’argomento è stato trattato esaminando la situazione
Italiana a sessant’anni dall’approvazione dell’articolo 7
della Costituzione e presentando una cospicua panoramica di
questo periodo attraverso spunti molto interessanti.
Le relazioni avevano come titolo: Sessant´anni di privilegi e libertà delle confessioni religiose (Sergio Lariccia, professore di diritto amministrativo ed ecclesiastico); Il conflitto fra religioni e libertà religiosa (Daniele Garrone, professore della facoltà di teologia Valdese); I politici in ginocchio (Federico Orlando, giornalista di «Europa»); La scuola in appalto (Antonia Baraldi Sani per il Comitato Scuola e Costituzione); L’etica cattolica: disumana ed antimoderna (professor Piergiorgio Donatelli).
Dal convegno è
emersa l’influenza negativa del clericalismo in Italia ai
fini dell’affermazione di una concreta laicità e come lo
Stato non si attenga al suo valore di riferimento, la
Costituzione, per l’applicazione della laicità nelle
Istituzioni pubbliche. La classe politica non possiede più
forti ideologie, mentre il cattolicesimo, malgrado il
declino di un periodo, ha mantenuto salda l’ideologia
dottrinale, avanzando in uno spazio carente di solide idee
politiche. Nelle scuole pubbliche è evidente il potere
educativo della chiesa cattolica a causa del Concordato
dell´85 che in fondo non rappresenta una grande riforma, in
quanto si presenta come una revisione priva di variazioni
significative. Con esso il cattolicesimo non è più religione
di Stato, ma l’art. 9 ne assicura l’insegnamento nella
scuola pubblica. Il cattolicesimo con la sua egemonia e il
suo linguaggio strumentale fa sì che la società non si
proietti verso cambiamenti consistenti che si aprano ad un
reale pluralismo (in una nota della CEI si afferma che ai
fedeli cristiani non è possibile essere laici).
L’ultima relazione si è conclusa con la sottolineatura che
si può essere impegnati nella ricerca di valori laici pur
mantenendo salda la propria fede. A tale proposito è stato
citato il CIEI (Comitato Insegnanti Evangelici Italiani),
per le radicate convinzioni religiose tuttavia rispettose
della laicità della sfera pubblica, e per gli interventi in
difesa della stessa (reazione dell’associazione al progetto
multimediale Bibbia Educational nella scuola statale
patrocinato dal Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni).
Il convegno si è rivelato notevole per gli interventi dei relatori, per l’attenta analisi politico-sociale, per l’impegno di opporsi al rovinoso silenzio e alla deleteria passività nei confronti di una laicità lacunosa e mal funzionante. L’auspicio è che l’opposizione all’attuale sistema si concretizzi in altre iniziative in cui possano ritrovarsi realtà diverse per elaborare una rinnovata visione della laicità, esaminando più argomenti come l’educazione, la bioetica... e riconoscendo ad ogni posizione pari opportunità. Considerando che un’autentica laicità rende un Paese veramente libero, è fondamentale che a prescindere dalla propria appartenenza ideologica, ci si impegni ad aprire uno spazio per creare un tavolo della laicità dove più presenze possano esprimersi per realizzare modelli di laicità corretti ed onesti.
Per il Direttivo CIEI, Nunzia La Marca
