Mozione conclusiva della V Assemblea dell'Associazione


I partecipanti alla V Assemblea nazionale annuale dell’Associazione XXXI ottobre per una scuola laica e pluralista, convenuti a Napoli il 2 ottobre 2005, denunciano la sempre più grave e preoccupante deriva clericale nel nostro paese che si riflette anche, e in forme insopportabilmente acute, nella scuola pubblica. La Riforma Moratti ha certamente accentuato tale deriva con la compiacenza esplicita nei confronti delle pretese presenzialiste della chiesa cattolica, persino al di là delle attese della stessa CEI. Le modalità di tale invasione di campo, che ha un puntuale riscontro a livello statale con i tentativi di influenzare la legislazione etico-sociale, sono varie e ben note: dalla campagna vandeana sull’affissione dei crocifissi nelle aule scolastiche alla perorazione sui presepi nelle feste natalizie, alla consacrazione, in barba a un dispositivo della Corte costituzionale, dell’IRC come materia non più facoltativa ma rientrante tra le discipline in pagella. Le elargizioni, dirette e indirette, alle scuole private cattoliche, rese ancora più generose da recenti, scandalosi provvedimenti estivi, e le procedure accelerate di immissione nei ruoli dei docenti di religione senza un reclutamento regolare ma attraverso concorso riservato, sono altri, allarmanti tasselli di questa serpeggiante strategia di conquista delle istituzioni pubbliche. Ciò è avvertito come una soperchieria dalle minoranze religiose che in linea di principio rifiutano il gioco dei favori e delle compromissioni tra fede e vita civile ma pagano questa loro coerenza con l’isolamento e l’incomprensione.

Noi pensiamo che un insegnamento religioso confessionale sia incompatibile con i fondamenti dell’uguaglianza e della libertà che reggono la nostra costituzione repubblicana e ci batteremo per la sua abrogazione, assieme a tutta la legislazione concordataria di privilegi, auspicando invece un insegnamento delle problematiche religiose in un’ottica pluralistica e di stampo laico e storico-critico.

Noi ci adopereremo per impedire ogni abuso e discriminazione a danno degli allievi e dei genitori che non si avvalgono dell’IRC, diffidando capi d’istituto, insegnanti e organi collegiali dal consentire lo svolgimento di riti e forme di culto di immagini religiose, la recitazione di preghiere, le visite di dignitari ecclesiastici, e a tal fine promuoviamo la creazione di un osservatorio nazionale e di un servizio legale.

(mozione approvata all’unanimità con un’astensione ‘tecnica’)