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Associazione 31 OttobrePER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA PROMOSSA DAGLI EVANGELICI ITALIANI
Sede legale: Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, via Firenze 38 - 00 184 Roma |
LA REAZIONE DELLA FCEI
Roma (NEV), 30 maggio 2007 – Lo scorso 23 maggio il TAR del Lazio sospendeva l’ordinanza del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni che attribuiva il “credito scolastico” agli studenti che seguono l’ora di religione cattolica. Ieri 29 maggio il ministro Fioroni ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la suddetta sospensiva. Nella serata di ieri il Presidente del Consiglio di Stato ha accolto la richiesta del ministro, fissando la Camera di Consiglio per il 12 giugno. Due giorni dopo il termine degli scrutini per gli esami di stato.
“Questa notizia lascia interdetti non solo per la rapidità dell’intervento, ma anche perché fissa la prima udienza del Consiglio di Stato per il 12 giugno, dunque oltre il termine previsto per gli scrutini – ha dichiarato Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) -. Siamo così di fronte al pratico annullamento dell’ordinanza del TAR che pure era giustificata da questioni di costituzionalità e dalla creazione di disparità degli studenti. La giustificazione del Ministro Fioroni secondo cui andrebbe premiata la buona volontà di chi ha fatto una materia suppletiva urta contro il fatto che non esiste in quasi nessuna scuola la possibilità di un’alternativa, e quindi non si tratta di buona o cattiva volontà, ma di libertà di coscienza nelle scelte”.
Preoccupazione per l’atteggiamento del ministro Fioroni è giunta anche dalla moderatora della Tavola valdese, la pastora Maria Bonafede, che ha dichiarato: “Da anni le nostre chiese rilevano come il carattere esplicitamente confessionale dell'insegnamento di religione cattolica (IRC) leda il carattere laico della scuola italiana; troviamo grave che a questo si aggiunga la discriminazione nei confronti degli studenti che non si avvalgono dell’IRC; troviamo gravissimo che il Ministero non abbia nessuna intenzione di comunicare ufficialmente l’ordinanza sospensiva del TAR”.
Accogliendo la richiesta di sospensiva dei punti 13 e 14 dell'articolo 8 dell'ordinanza ministeriale 26 del 15 marzo 2007, presentata da numerose associazioni laiche e confessioni religiose, il TAR del Lazio aveva stabilito che l'insegnamento della religione rimane "una materia extracurriculare" che non può concorrere a formare credito scolastico. "Sul piano didattico – si legge infatti nella sospensiva del TAR n. 2408/07 - l'insegnamento della religione non può, a nessun titolo, concorrere alla formazione del 'credito scolastico' di cui all'art. 11 del D.P.R. n. 323/1998, per gli esami di maturità, che darebbe postumamente luogo ad una disparità di trattamento con gli studenti che non seguono né l'insegnamento religioso e né usufruiscono di attività sostitutive". All’indomani della sentenza del TAR viva soddisfazione era stata espressa dal presidente della FCEI, pastore Domenico Maselli, da Nicola Pantaleo, presidente dell’Associazione “31 Ottobre per una scuola laica e pluralista”, e in generale dal mondo evangelico.
Il ricorso con la richiesta di sospensione era stato presentato lo scorso 9 maggio al TAR del Lazio. Tra i firmatari, oltre alla FCEI, l’Associazione “31 ottobre per una scuola laica e pluralista” - promossa dagli evangelici italiani, la Tavola valdese, l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI), la Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), l'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste (UICCA), la Federazione delle chiese pentecostali (FCP), l'Alleanza evangelica italiana (AEI).
LA REAZIONE DEL CIEI
Formigine, 27 maggio 2007. Non appena è comparsa sulla scrivania del Ministro Fioroni la notizia che il TAR ha sospeso l’Ordinanza n. 26, che conferiva all’insegnante di religione cattolica una funzione valutativa all’interno dei Consigli di classe ai fini dell’attribuzione del credito scolastico, il Ministro si è affrettato a contattare l’Avvocatura dello Stato, per valutare la possibilità di presentare ricorso al Consiglio di Stato. Probabilmente, per lui il provvedimento del TAR ha avuto il torto di mettere troppo in risalto la disparità di trattamento configurata dall’Ordinanza, il suo essere in contrasto con la legge vigente e con i principi costituzionali di uguaglianza e libertà di coscienza.
Non possiamo non ravvisare in questo atto la deliberata volontà di forzare le Istituzioni pubbliche, secondo un progetto più ampio (di cui la scuola è solo un tassello) volto a favorire il condizionamento di ogni altra istanza da parte della componente cattolica. A volte silenziosamente, altre volte in modo palese, le forze del cattolicesimo presenti a livello istituzionale lavorano per assorbire ogni spazio di laicità e per la completa confessionalizzazione della società italiana.
Tale progetto a nostro avviso si pone in contrasto con la fede biblica, secondo la quale un cristiano non agisce per imposizione; in contrasto con gli sviluppi storici, che hanno bocciato gli integralismi e promosso l’uguale dignità delle visioni del mondo; in contrasto infine anche con la ragionevolezza, che riconosce nella laicità delle Istituzioni il terreno di confronto e di convivenza delle diversità. Il CIEI ribadisce al contrario la sua intenzione di promuovere con le parole e con i fatti la libertà di coscienza e di religione, la non ingerenza tra Stato e chiese, la maturazione di una compiuta laicità, in osservanza dei principi stabiliti dalla Costituzione.
