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Associazione 31 OttobrePER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA PROMOSSA DAGLI EVANGELICI ITALIANI
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Visita del Vescovo nella scuole di Abano.
Il lupo non perde né il pelo, né il vizio. Forse il detto non è proprio così... ad ogni modo riportiamo la protesta del Comitato Insegnanti Evangelici Italiani che evidenzia un'ennesima ingerenza delle autorità cattoliche nella scuola pubblica.
Padova, lì 3/02/2007
Egregio signor Dirigente Scolastico
come CIEI (Comitato Insegnanti Evangelici Italiani), siamo venuti a conoscenza della richiesta di effettuare una visita pastorale da parte del vescovo Mattiazzo nelle scuole del territorio di Abano. A questo riguardo vorremmo esprimere il nostro disappunto per l'insistenza e l'ingerenza delle autorità cattoliche nella scuola pubblica. Esercitare nella scuola statale azioni apostoliche, perché tale é una visita pastorale (come afferma lo stesso magistero della chiesa cattolica), significa depotenziare la laicità della scuola e ledere gravemente i principi pluralisti su cui essa si fonda.
Avendo inoltre preso visione dell'invito del monsignor Franco Costa agli "insegnanti di religione delle scuole materne, elementari e secondarie", consideriamo scandalosi dal punto di vista morale i consigli suggeriti per favorire la presenza del Vescovo nella scuola. Egli afferma: - E' anzitutto opportuno che per l'incontro del Vescovo con le comunità scolastiche non si parli di "Visita pastorale", ma di preziosa opportunità d'incontro con la Guida più qualificata della comunità cristiana sul territorio... . Sotto il profilo istituzionale si può far riferimento al quadro normativo derivante dalla legge sull'autonomia /art. 21 legge 59/97 e dal Regolamento sull'autonomia (DPR N 275/99)... L'incontro del Vescovo con la comunità scolastica dovrebbe proporsi, formalmente, come invito della scuola al Vescovo..
Far risultare che l'incontro dell'autorità cattolica in questione con la popolazione scolastica sia un'iniziativa della scuola supportata dalla legge sull'autonomia è vile e disonesto. Quest'ultima é una legge di grande valenza democratica, ma non si prefigge lo scopo di abrogare altre norme, sentenze, intese e revisione del Concordato che salvaguardano il principio costituzionale di uguaglianza: la sentenza del TAR Emilia Romagna n. 250/93, il d.lgs. 297/94, art. 311, la sentenza 2478/99 del TAR Veneto, la motivazione (depositata il 23/11/2006) dell'Ordinanza del CSM n. 12/06, per non citare che le più importanti. La definizione poi di "Guida più qualificata" della comunità cristiana attribuita al Vescovo, oltre a essere arbitraria, svilisce figure religiose di altri credi, creando forme di discriminazione in un contesto in cui i nostri giovani vanno educati al valore della diversità.
Infine, ci auguriamo che lo strapotere di una confessione di fede maggioritaria non venga avallato con atteggiamenti di sudditanza, ma che il rispetto delle sfere in cui si opera (art. 7 della Costituzione) possa essere la base su cui costruire un vero confronto culturale.
Ringraziandola per l'attenzione e restando a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento, porgiamo distinti saluti.
Il Consiglio Direttivo
Del Comitato Insegnanti Evangelici Italiani
