![]() |
Associazione 31 OttobrePER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA PROMOSSA DAGLI EVANGELICI ITALIANI
Sede legale: Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, via Firenze 38 - 00 184 Roma |
Silvana Ronco
(Presidente del Comitato Genitori dell'I.C. di Millesimo)
Avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione
cattolica, non significa chiedere facilitazioni o privilegi,
ma rivendicare diritti tutelati dalla Costituzione e dalla
legge. La Scuola non deve in alcun modo interferire con le
scelte religiose delle famiglie e degli stessi studenti. Vi
sono numerose sentenze della Corte Costituzionale che hanno
evidenziato quanto si debba considerare interesse prevalente
quello della libertà religiosa, e come solo la piena
facoltatività dell'insegnamento confessionale permetta di
considerarlo costituzionale. Gli allievi che non frequentano
le ore di religione cattolica, non hanno alcun obbligo,
neppure di essere presenti a scuola. L'attuale disciplina
dell'insegnamento di tali ore, discende dal Concordato fra
lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica (L. 121/1985) e
dalle Intese fra lo Stato italiano e le diverse confessioni
religiose, nonché, per gli aspetti organizzativi, dalle
successive Intese fra il Ministero dell'Istruzione e la
Conferenza Episcopale Italiana.
Ora il decreto
attuativo della legge di riforma Moratti (D.Lgs. 59/2004),
colloca le ore di religione cattolica nell'orario scolastico
di base, obbligatorio, pur essendo questo insegnamento,
secondo le norme concordatarie, facoltativo: come mai non è
stato inserito nelle ore facoltative ed opzionali? In tal
modo, l'orario obbligatorio sarebbe stato uguale per tutti
gli allievi, la scelta della frequenza sempre facoltativa e,
soprattutto, il principio della laicità della scuola statale
sarebbe stato rafforzato.
Invece si assiste, addirittura, alla proposta, da parte
della circolare ministeriale n. 85 del dicembre scorso, di
adottare una scheda di valutazione in cui la religione
cattolica non solo è inserita tra le materie obbligatorie,
ma è presente fra le discipline la cui valutazione compare
nella scheda. Sia il Concordato che le Intese tutelano il
principio di "non discriminazione", prevedendo una nota
separata per tale insegnamento . Contravvenendo a questa
disposizione, si compie poi anche una grave violazione
dell'art. 309 del Testo Unico della legislazione scolastica
che, al quarto comma, fa riferimento ad "una speciale nota,
da consegnare unitamente alla scheda o alla pagella
scolastica". Ne consegue che gli alunni non avvalentisi
vengono penalizzati e discriminati, rispetto agli altri,
proprio nel luogo educativo e formativo per eccellenza.
La Scuola è sede della formazione dei nuovi cittadini e, nella loro formazione culturale, la religione non può essere un'imposizione educativa! È necessario che essa offra un'immagine coerente di luogo dove i diritti e le libertà di tutti, nel reciproco rispetto, trovano spazio. Se poi fosse anche in grado di offrire valide ore alternative all'insegnamento confessionale.
