«La
scuola non rispetta la legge
sulla libertà di coscienza».
La denuncia arriva da una
famiglia di fede valdese,
residente a Calizzano, che
in questi giorni aspetta il
pronunciamento del Tar,
tribunale a cui è ricorsa
sentendo violati i suoi
diritti. La vicenda risale a
due anni fa, ma la sentenza
è attesa nelle prossime ore
e rischia di fare
giurisprudenza in un settore
particolarmente delicato e
tornato di grande attualità,
ossia quello della laicità
nell’educazione scolastica.
Ma cosa è accaduto?
Semplice.
Siamo nell’anno scolastico
2005-2006: due dei quattro
figli di Silvana Ronco e
Riccardo Scaletta
frequentano rispettivamente
la prima e la quinta
elementare presso l’Istituto
comprensivo “Lele Luzzati”
di Millesimo. Come consente
la legge, la famiglia
sceglie di non avvalersi
dell’insegnamento della
religione cattolica per i
propri ragazzi, ma al
momento della consegna della
pagella per il primo
quadrimestre hanno una
sgradita sorpresa: sulla
scheda, alla voce
“religione”, era riportato
il giudizio proprio come se
avessero regolarmente
frequentato. E questo ha
scatenato le ire dei
genitori. Si è verificato
quello che spesso,
soprattutto nelle scuole
piccole, si ripete per
mancanza di organici
adeguati e di strutture. I
due bimbi, cioè, solo
raramente hanno potuto
seguire materie alternative
e anzi, il più delle volte,
sono rimasti in classe
proprio durante l’ora di
religione cattolica. Una
violazione della legge,
sicuramente involontaria,
che però ha convinto la
famiglia a rivolgersi ai
giudici e a preparare una
richiesta danni verso la
scuola. Tra l’altro, sembra
che nel secondo quadrimestre
l’incidente stesse per
ripetersi, ma qualcuno
all’ultimo momento avrebbe
cancellato con il bianchetto
il giudizio in calce all’ora
di religione e non alla
ipotetica materia
alternativa.
«Abbiamo
rifiutato la scheda del
primo quadrimestre - spiega
Silvana Ronco, la mamma - e
fatto diffida qualora il
voto non fosse espresso a
parte a fine anno e riferito
a materie alternative, come
previsto dalla legge vigente
e dal concordato - prosegue
– purtroppo però anche la
scheda finale si presentava
in questa maniera, ed era
addirittura rimaneggiata a
mano, a quel punto il
ricorso è stato praticamente
automatico. Noi comprendiamo
appieno le difficoltà
economiche in cui versano le
scuole, ma non si può
ragionare solo in termini
economici, altrimenti c’è la
lesione dei diritti di
libertà di coscienza e di
educazione da parte dei
genitori». «Inoltre i miei
figli venivano portati in
altre classi ma non
svolgevano l’ora alternativa
- prosegue - capiamo che
questo sia problematico per
una scuola, ma tutto
l’insieme rischia davvero di
diventare discriminante»
«A
Millesimo hanno compreso
queste problematiche e
abbiamo un ottimo rapporto
con gli insegnanti e con la
scuola - commenta - però in
questo periodo in Italia
purtroppo assistiamo a
continue violazioni di
questi diritti sulla libertà
di coscienza e non credo sia
giusto» «Perciò abbiamo
fondato a Savona il gruppo
“Scuola e laicità” e io
stessa faccio parte del
direttivo dell’associazione
nazionale “31 ottobre”:
entrambe vogliono difendere
il pluralismo e la laicità
della scuola italiana -
conclude la Ronco - la
normativa vigente magari non
è il massimo, ma se fosse
rispettata quella noi
saremmo già contenti perché
tutelerebbe molti diritti».