CROCIFIGGETE QUEL SOVVERSIVO!

di Nicola Pantaleo, da Riforma del 12 giugno 2009

 

Chi vive nel mondo della scuola avverte il disagio di operare in una istituzione soggetta a riforme e controriforme pressoché puntuali a ogni cambiamento di segno politico del governo in carica. L’ultima in ordine di tempo, quella dell’attuale ministro Gelmini, si distingue, come è noto, per un ritorno al passato con il ripristino del grembiule, dell’insegnante unico nella scuola primaria, del voto numerico, della condotta che può inficiare il profitto. Ma per gli insegnanti e le famiglie sono i tagli finanziari che colpiscono non solo i docenti precari – varie migliaia – ma anche alcune fasce di insegnanti a tempo indeterminato costretti a trasferirsi per gli accorpamenti delle classi, con il sovraffollamento che ne consegue, e per la soppressione di sezioni e, in non pochi casi, la chiusura di interi plessi scolastici. Per alcune discipline, come le lingue straniere, la mannaia del governo rischia di rendere la scuola italiana ancora meno europea di quanto già non sia. La lotta agli sprechi, che ne è la ragione dichiarata, non ha però coinvolto i finanziamenti alle scuole private parificate, rimasti immutati, o gli organici degli insegnanti di religione.

Negli ultimi giorni una notizia che ha dell’incredibile: un professore di matematica, Alberto Marani, docente in un liceo di Cesena è stato colpito da una durissima sanzione – la sospensione di due mesi dall’insegnamento e la decurtazione della metà dello stipendio – apparentemente per aver effettuato una indagine sull’interesse degli alunni per l’Insegnamento della religione cattolica. Per quel che se ne sa finora, e la cautela è d’obbligo perché nella motivazione che non è pubblica sembra che si parli di addebiti «didattici e professionali», la ragione di tanta, insolita severità si deduce dal fatto che le risposte degli allievi sono in controtendenza rispetto alle cifre trionfalistiche sulla «plebiscitaria» adesione all’Irc sbandierate dal Vaticano, anche se più recenti valutazioni, che mostrano una crescente disaffezione soprattutto nelle scuole superiori, hanno indotto a una maggiore moderazione.

Vediamo le percentuali delle risposte date dagli studenti delle tre classi sondate: solo l’11,3 % optano per l’Irc; il rimanente 88,7% che sceglie la materia alternativa si distribuisce in questo modo: il 23,9 % è per la storia delle religioni, mentre il 64,8% si orienta per i diritti umani, le due discipline alternative indicate nel sondaggio.

Si tratta di cifre molto eloquenti e si può ben immaginare l’irritazione del docente di religione, un prete, che denuncia il collega all’Ufficio scolastico provinciale. E pensare che il prof. Marani non sosteneva la tesi più radicale dell’abolizione tout court dell’Irc, che è nel programma di alcune associazioni laiche. Ma agli occhi delle autorità scolastiche, che poi emaneranno il pesante provvedimento a suo carico dopo un’ispezione in cui lo si diffida dal rendere noti agli studenti i risultati del sondaggio, quel docente di matematica che si è permesso di stimolare gli allievi a una riflessione sulla materia è un pericoloso recidivo. Si apprende infatti che in precedenza aveva fatto affiggere nelle bacheche della scuola l’immagine di un bambino palestinese scalzo e sofferente dopo l’incursione israeliana a Gaza, adoperando addirittura la stampante della scuola. Inoltre nel suo passato si registra il tentativo di aggiungere la bandiera della pace ai vessilli italiano ed europeo che sventolavano in un’altra scuola dove aveva insegnato. Infine si tratta di un militante sindacale dei Cobas. Un curricolo dunque di autentico «sovversivo» della scuola.

Aiuta forse a capire il clima in cui è maturato il linciaggio che la dirigente scolastica, il suo vice e metà del Consiglio d’istituto sono membri attivi di Comunione e Liberazione e che Cl spadroneggia nella scuola da sempre. Dopo il caso del prof. Franco Coppoli di Terni, sospeso per un mese dall’insegnamento per avere staccato dalla parete dell’aula, limitatamente alle sue ore di lezione, il crocifisso, siamo evidentemente in piena emergenza laica e gli evangelici, come tutte le minoranze religiose e tutti i laici degni di questo nome, non possono che levare alta la protesta e sostenere i pochi coraggiosi che si ribellano al conformismo religioso e culturale del nostro Paese.