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Associazione 31 OttobrePER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA PROMOSSA DAGLI EVANGELICI ITALIANI
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Religione a scuola: indietro tutta
di Marco Rostan
Mentre noi protestanti continuiamo a discettare sulla possibilità di un modo diverso di affrontare lo studio delle religioni nella scuola pubblica, lo Stato e la Chiesa cattolica, come alcuni di noi avevano previsto, viaggiano come carri armati sul duplice obiettivo, da un lato, di far rientrare nell'ora di religione cattolica (IRC), anche lo studio delle altre religioni, vantandosi così di essere veramente pluralisti e, dall'altro, di fornire all'insieme delle materie quei valori etici, quella visione del mondo e dell'umanità che sono proprie del cattolicesimo. Questo secondo obiettivo che i poveri laici pensavano fosse stato abbandonato insieme alla fine della religione di Stato e all'idea concordataria (del '29) della religione cattolica come "fondamento e coronamento" dell'istruzione, ha ripreso pieno vigore in un documento, firmato pochi giorni fa dal ministro Moratti e dal presidente della CEI, card. Ruini, nella pressoché totale distrazione, che si intitola "Obiettivi specifici di apprendimento per l'insegnamento della religione cattolica per la scuola secondaria di primo grado".
In pratica la Repubblica, anziché assumere fino in fondo quel compito di formazione critica che scaturisce dall'insegnamento libero, previsto nella Costituzione, accetta il desiderio dei vescovi italiani di contrastare il crescente "relativismo etico" con una "Verità" che, nella visione cattolica, richiede la garanzia dell'autorità ecclesiastica. Pertanto, mentre secondo la revisione concordataria del 1984, l'IRC doveva configurarsi come uno spazio assicurato per chi intendeva avvalersene, ma relativamente marginale alla programmazione scolastica, ora invece la Moratti insiste sulla reciproca collaborazione fra la CEI e il suo ministero per portare avanti la riforma e per definire una "risposta pedagogica ispirata all'antropologia cristiana".
Voglio a questo punto ricordare che la Moratti ha buon gioco a inserirsi sulla questione dei "contenuti" dello studio anche perché, da parte della sinistra, non la si è mai voluta o saputa affrontare adeguatamente. Tradizionalmente la sinistra teme che la scuola educhi e vuole che si limiti a informare (mentre invece occorre ribadire che le scelte responsabili scaturiscono anche da un confronto sui doveri e non solo dal placido e indifferente pluralismo dei diritti). Così la riforma della scuola iniziata dal ministro Berlinguer parlava molto di cicli e troppo poco di contenuti. Del resto la delega dell'etica al Vaticano non avviene solo nella scuola. La Moratti, in compenso, ogni giorno ne combina una che sarà difficile modificare. A parte i guai strutturali, come la distinzione precoce fra avviamento professionale e studio liceale o la diminuzione delle ore di inglese nella scuola dove una delle tre "i" berlusconiane era proprio quella anglosassone, a parte i tentativi di sfondamento, per ora tamponati, come quelli su Darwin, abbiamo anche il ritorno all'insegnamento della religione cattolica diffuso, del quale ovviamente non ci si può non avvalere, abbiamo l'antropologia cattolica spacciata per cristiana e naturalmente, nei fatti se non nelle parole, l'idea della superiorità dell'Occidente e dei suoi valori che si rilancia con tutti i crismi dell'ufficialità proprio nel momento in cui nelle aule italiane si affollano bambini e bambine di tutte le razze e culture. Una piccola guerra preventiva contro il possibile terrorismo islamico, sulle tracce del grande fratello Bush?
Certo, una parola la meritano anche i cari (?) vescovi italiani o almeno tutti coloro, più o meno vicini a noi in varie occasioni, che avvallano l'operazione CEI. Come si fa ad assumere l'atteggiamento del dialogo quando si parla, ad esempio, di Carta ecumenica, e poi non avere nulla da obiettare contro questa mobilitazione di idee e di persone che mira a egemonizzare da un punto di vista etico-confessionale la scuola pubblica? Sì, perché si tratta anche di un bell'esercito di persone: 15.383 nuovi insegnanti di IRC da assumere nei prossimi tre anni con un concorso reso possibile dalla legge (votata anche da una parte dell'Ulivo) che ha fatto diventare di ruolo questi docenti. Che succederà per le altre religioni? Ma è chiaro: saranno questi nuovi docenti a spiegarle, nell'ora cattolica. Chi non vorrà sentirli, avrà il niente. Alla faccia dell'eguaglianza fra i cittadini.
Tratto da Riforma del 4 giugno 2004
