CHI SIAMO

 

 

L'esigenza di promuovere un'associazione di operatori delle scuole di ogni ordine e grado è sorta nell'ambito dell'evangelismo italiano. E' noto che la Riforma Protestante è stata storicamente all'origine della diffusione della cultura e, quindi, dell'istruzione di massa, e ciò sia attraverso la diretta istituzione e gestione di scuole, sia stimolando l'assunzione da parte degli stati della relativa responsabilità. In Italia, poi, l'evangelismo si è costantemente confrontato con la pretesa cattolica, politicamente vincente, di condizionare la scuola pubblica, ponendo i suoi principi quale "fondamento e coronamento" dell'istruzione e garantendo, comunque, la presenza del suo personale, retribuito dallo Stato, all'interno della relativa organizzazione.

Tali esperienze, le correlative battaglie politiche, e talvolta persino giudiziarie, condotte di concerto con organizzazioni politiche e sociali di matrice laica, hanno consentito all'evangelismo di elaborare una visione dell'istruzione pubblica, che può così sintetizzarsi:

  • l'istruzione è una funzione e, quindi, un'istituzione fondamentale dello Stato volta alla crescita della collettività nazionale e alla formazione dei giovani anche attraverso il superamento dei condizionamenti sociali e culturali che ne impediscono l'eguaglianza (artt. 3 e 33 della Costituzione);

  • lo Stato costituzionalmente laico, deve organizzare tale sua istituzione con regole idonee a promuovere nei giovani la libertà di pensare, lo sviluppo del senso critico e l'acquisizione delle competenze, il tutto necessario a sostenere le scelte fondamentali che essi dovranno compiere nella vita;

  • a tale fine la scuola pubblica, prescindendo da ogni scelta ideologica, politica e religiosa, è chiamata a valorizzare la conoscenza delle diverse posizioni esistenti nella società avvalendosi, ove occorra, dell'apporto delle forze sociali che ne sono portatrici;

  • il fatto religioso, nelle sue consistenti influenze sul pensiero filosofico, sulla storia, sulla formazione dei valori, sull'arte, ecc. non può non costituire elemento essenziale della comprensione di quegli ambiti curriculari in cui esso sia significativo;

  • strettamente funzionale a tale ruolo dell'istruzione è la formazione del corpo docente a cui va restituito un ruolo adeguato sul piano sociale ed economico;

  • lo Stato non ha il monopolio dell'istruzione e, quindi, i soggetti privati hanno facoltà di gestire istituti di istruzione. Ove, tuttavia, tali istituti chiedano la parità devono subordinarsi a tutti i principi fissati per l'istruzione pubblica e, in primo luogo, a quello di reclutare gli insegnanti sulla base della sola professionalità, assicurando loro piena libertà di insegnamento;

  • lo Stato deve incrementare le risorse destinate all'istruzione pubblica ed escludere ogni possibilità di finanziamento diretto o indiretto all'istruzione privata.

I promotori dell'Associazione hanno preso atto:

  • che la concezione della scuola maturata nell'ambito dell'evangelismo italiano esula del tutto da spinte confessionali e corrisponde ad analoghe elaborazioni proprie delle correnti di pensiero fondate sulla laicità dello Stato;

  • che tale concezione può essere condivisa da una parte rilevante degli operatori della scuola;

  • che una seria mobilitazione degli operatori della scuola può contribuire in modo significativo ad avviare e sostenere un processo di riforma che si conformi a tale visione dell'istruzione pubblica.

Ciò posto, gli stessi promotori hanno ritenuto che, ferma restando la doverosa esplicitazione dell'ambito in cui l'idea associativa è maturata, fosse possibile procedere alla costituzione di una struttura scevra da qualsiasi condizionamento confessionale o politico, laica e aperta a tutti coloro che, riconoscendosi nei suoi fini, intendano contribuire al loro perseguimento.

 

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